| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| Bi |
Inserito il - 25/03/2011 : 11:18:19 Il Motoclub di Bazzano, in collaborazione con il Motoclub "I Fusi del Fuso" di Scurano e con Wilmo Battilani della DIXIsrl, organizzano ormai da vari anni la “100 Miglia No Stop Quad Ride”, appagando così l’attesa di chi per tutto l'anno aspetta quest’evento, ormai pianificato sul calendario di ogni quaddista. Un evento capace di riunire appassionati della Penisola, isole comprese. Teatro di partenza e arrivo è la Piazza di Bazzano, coloratissima dai vari stand di Polaris, Syneco, Wileco, MondoPickUp, CanAm, e dalle tante bandiere dei vari motoclub e team giunti da tutta Italia.
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| 4 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
| Bi |
Inserito il - 21/06/2011 : 12:14:54 Ecco le prime testimonianze!!!



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| Bi |
Inserito il - 09/06/2011 : 17:08:32 Su questo sito potete trovare alcune foto e un piccolo articolo sull'evento http://www.centerquad.it/amos.html |
| Bi |
Inserito il - 08/06/2011 : 23:30:20 Ippo e Bi ringraziano commossi!
L'avventura vissuta in questa 7° edizione della Quad Ride meriterebbe pagine e pagine di racconto e con calma ogni singola emozione troverà posto tra le pagine bianche del "diario di bordo" che sto scrivendo.
Chi non ha partecipato però non avrà la fortuna di avere impressi nella mente il sorriso sornione di Jessica quando la abbiamo finalmente parcheggiata in un posto sicuro, pulito e soprattutto piano, il bozzolo di fango dentro cui era letteralmente avvolto Lightman al Km 100, l'espressione soddisfatta di Ippo quando ha finalmente tagliato il traguardo riportando entrambi i suoi passeggeri salvi, felici ed appagati davanti all'ambita meta del cartello KM 160!
Grazie quindi a tutti coloro umani e non che mi hanno permesso di vivere una nuova avventura (questa volta alquanto estrema!!!!) con la tranquillità, la soddisfazione, la compattezza di un grande gruppo di amici!!!!!!! |
| Pax |
Inserito il - 08/06/2011 : 21:56:10 6900 metri...... Questo è quanto è durata la mia Quad Ride con il mio DS 450! Sapevo che non sarebbe stato facile arrivare fino alla fine con un quad da gara, ma pensavo resistesse un pò di più. Le modifiche che avevo fatto non erano per niente invasive, anzi erano solamente un riportare il DS alla sua naturale configurazione stradale: fari anteriori, frecce, specchietti, rialzamento dell'ammortizzatore posteriore, targa e 2 luci supplementari da 55w fissate sulla piastra di attacco della barra di sterzo......
Ma andiamo con ordine: Partenza venerdì 3 giugno ore 19 con i mezzi "Jessica" (DS 450) e "Ippototano" (Outlander 400) lucidati, tagliandati e caricati sul pulmino della Pace Strade. Io e Bi come sempre siamo stra-carichi sia emotivamente che fisicamente: tenda da campo base, taniche varie, cassetta di attrezzi, vestiario da cross e tutto il necessario per combattere contro la PIOGGIA..... E proprio questo sostantivo caratterizzerà tuttta la nostra Quad Ride 2011. Arriviamo in un allagatissimo Bazzano alle 23 e iniziamo i preparativi per montare la tenda. Avevamo 2 scelte per la tenda: una praticissima “2 second” da 4 posti, che come dice il nome, si monta in 2 secondi (basta lanciarla e lei si stende). E una novità comprata ultimamente e mai provata, una “Campo Base 4.1” sempre da 4 posti; questa era sicuramente più comoda in quanto verandata e con una camera interna con la possibilità di stare completamente in piedi all’interno, ma sicuramente più difficoltosa nel montaggio. Noi abbiamo optato per la seconda, e questa scelta ci ha fatto passare 60 minuti di furore per capire come tirarla su e farcela anche restare! Comunque per le 1:30 di Sabato 4 giugno eravamo pronti per dormire, e senza aver preso una sola goccia di acqua. Il mattino seguente, come di consueto, scarichiamo i quad, controlliamo le ultime cose, andiamo dal nostro amico Schermini che ha sempre un buon caffè e una postazione invidiabile per passare in relax le ore che precedono la partenza. Entriamo nel parco chiuso solo alle 16 in quanto i nostri compagni di avventura (Ademaro e Bruno) si erano persi per le colline Parmensi. E da questo momento in poi entra in scena la parolina “pioggia”.
LA PIOGGIA A leggerla non sembra pericolosa, anzi con le G nel centro diventa quasi scherzosa. Cade dal cielo azzurro, quasi intangibile, raffresca il caldo che sale dai campi ed a occhi chiusi ti fai sfiorare. Ma poi tutto cambia: Il cielo brontola e il nero avanza e pesantemente le gocce colpiscono il terreno che prova a resistere, ma subito fiumi di fango e ruscelli scroscianti nascono prepotentemente. Passa il tempo e tutto muta, tutto cambia intorno e tutti scappano. Ma quasi d’improvviso smette lascia dietro la sua furia la terra in rovina. Proprio così, inizia a piovere, ci bagna mentre siamo in fila per mettere i quad nel parco chiuso, e non smette più…. Iniziamo a pregare tutti (eravamo in 489) poiché l’organizzazione era indecisa se farci partire o meno, in quanto già nel sopralluogo fatto la mattina, i ragazzi dello staff, avevano incontrato non poche difficoltà e improvvisato passaggi alternativi su asfalto. Le nostre preghiere iniziano a funzionare verso le 20 e per le 21 sembra tutto finito. Peccato che oramai sia tutto irrimediabilmente bagnato. Si cena, ci si veste e andiamo ai nostri quad. Ultime raccomandazioni e si accendono i motori. Non nascondo un po’ di timore per il mio mezzo, ma cerco di pensare positivo e silenziosamente ci parlo accarezzandolo. Siamo sulla linea di partenza: dopo un anno, nuovamente io e Bi pronti a partire per questa nuova avventura. Si parte e da subito capisco che non sarà facile arrivare alla fine. Il percorso è accidentato e con pochissimo grip, in più non posso giocare troppo con le marce, e devo tenere una ragionevole distanza dagli utility che impegnano le salite in modo molto differente dal mio DS. Supero alcune difficoltà usando la potenza del motore, ma ci si arresta quasi subito: alcuni 2 ruote motrici iniziano ad avere le prime grane. Si rimane in colonna per diverso tempo e il calore del mio DS si inizia a far sentire: parte la ventola, spengo i fari supplementari, ma un segnale di pericolo rosso sul display mi balza agli occhi. Avviso i miei compagni, e inizio a pensare che ogni minuto di fermo in più peggiorerà la situazione! Si riparte, ma poche centinaia di metri, dopo, ci rifermiamo ed ecco nuovamente il segnale rosso. Penso di spengere il quad anche se so che non ripartirà, perciò mi convinco di aspettare un attimo, ma “Jessica” mi toglie dall’imbarazzo spengendosi da solo. Cavi alla mano proviamo a riaccenderlo, ma non sortiamo nessun effetto. Perciò lo parcheggio fuori dalla traccia fangosa e salgo su uno scodinzolante “Ippo”. Inviamo un sms all’organizzazione con scritto: “Quad n. 90 fermo causa guasto al Km. 6,900. Pilota ok e ripartito insieme al n. 223”. L’avventura, come è oramai motto del King Kuad Team, si inizia insieme e si finisce insieme, perciò gas aperto e facciamo correre un po’ di chilometri sotto le nostre ruote. Non passa molto che siamo nuovamente fermi e dunque provo ad andare a vedere cosa succede, questi sono i vantaggi di essere passeggeri! Faccio circa 300 metri di fila in discesa e niente intoppo; dunque vado avanti altri 300 metri di fila in salita e mi trovo uno Scrambler che sembra sul sapone. Con un po’ di impegno, e due 4x4 ad aiutarmi facciamo ripartire la carovana, comunicando a valle l’impossibilità di salita ai 2x4, perciò di trovare un valido alleato 4x4 e farsi trapelare. La camminata nel bosco mi ha permesso di sfogare la delusione del abbandono del quad, e quando riconosco i fari di “Ippo” mi viene un sorriso sulle labbra, e decido di guidare un po’ io. “Ippo” che apre la carovana, e affronta fangaie impraticabili con una scioltezza degna di un saggio e sicuro maestro di vita. La notte si accorcia e il traguardo sembra sempre più lontano. I cartelli segnaletici non arrivano mai e non vi è mai scritto quello che vorremmo leggere. Fango, pozze, canaloni, sassi invisibili, non smettono mai di mettere a dura prova i nostri quad e “Ippo” tocca sotto svariate volte con un doppio carico. Iniziamo a vedere le luci dell’alba, ma le meta è ancora lontana (siamo solo a metà strada, Km. 80). Arranchiamo sulle salite e scivoliamo piano in discesa; ci ghiacciamo sui troppi pezzi di asfalto che dobbiamo percorrere a causa del tempo. Arriviamo al punto di ristoro, dove un bicchiere di thè caldo sembra quasi un premio immenso. Ripartiamo con la luce e mancano ancora 60 Km, ma oramai si guida in automatico, il cervello si è posizionato sulla meta e non pensiamo che alla targa che ci aspetta su quel podio. Finalmente lo vediamo apparire in lontananza, ci affianchiamo tutti insieme e ci scappa da ridere pensando alla più “acquosa” Quad Ride che abbiamo mai fatto. Arriviamo sul podio alle 7 di mattina del 5 giugno. Una foto, io, Bi e “Ippo” tutti e tre orgogliosi dell’avventura affrontata; adesso si fa colazione mentre il povero “Ippo” spenge gli occhi e si riposa un attimo dopo la lunga fatica.
ODE A “IPPO” E’ nato con un nome strano: mezzo Ippo e mezzo Totano! Ma non ha niente di entrambi: ne cavallo e ne tentacoli! Ma allora perché questo nome? Nessuno lo sa, ma tutti lo conoscono: inarrestabile, che si accende a scosse; nelle pozze affonda ed esce… quasi sempre senza fasce!..... Niente muscoli in mostra, solo sostanza e di quella tosta! Il suo gancio posteriore ne avrebbe da raccontare, ma lui è troppo superiore, se ti serve una mano, ci mette il suo cuore. E anche quando dorme sotto un telo, lui sogna di correre e saltare….. E da sveglio lo fa sul serio! |
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