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Bi
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Regione: Toscana
Prov.: Firenze
Città: Malmantile
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Inserito il - 01/04/2008 : 19:05:30
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Informazioni storiche e turistiche : Storia : Il borgo di Torre Alfina si sviluppa intorno al castello da cui ha avuto origine. Si deve a Desiderio, ultimo Re dei Longobardi (756-774), la costruzione della torre centrale, detta del cassero. Durante il medioevo rappresentava un baluardo invidiabile, con la sua vista controllava i confini di tre regioni: Lazio, Toscana ed Umbria. Quando Carlo Magno scese verso Roma, nell'809, passò da queste parti ed un suo fratello diede inizio alla famiglia dei Monaldeschi. Ben presto divennero temibili ed esuberanti, tanto che estesero il proprio dominio verso il Lazio impadronendosi anche di Torre Alfina e la dominarono, almeno fino al 1314, anno in cui la famiglia rivale dei Filippeschi, di parte ghibellina, li costrinse ad abbandonare il territorio dell'Alfina. Ma le numerose lotte tra le due famiglie portarono di nuovo i Monaldeschi al potere e nel 1316 la famiglia di origine tedesca conquistò il controllo su tutte le terre e castelli dell'orvietano. Intorno alla metà del XV secolo, il castello fu improvvisamente assalito da Antonio Colella, detto il "Ciarpellone", capitano del futuro duca di Milano Francesco Sforza e quando Aluisi di Luca Monaldeschi della Cervara seppe che l'espugnatore intendeva distruggere la torre del cassero, gli offrì di riscattarlo, come riportato nei capitoli del contratto che attestano del pagamento di 200 scudi d'oro. Il XVI secolo fu un periodo di relativa quiete, eccezion fatta per i saccheggi compiuti nella zona dal napoletano Fabrizio Maramao durante l'assedio di Roma del 1527. Egli espugnò il castello ma non riuscì a prendere il cassero, difeso strenuamente dalla gente di Trevinano, schierata con la popolazione di Torre Alfina. Degno di menzione in questo periodo è Francesco Sforza della Cervara il quale in veste di capitano, combattè in Germania mandato dal Papa Paolo III in aiuto di Carlo V. A lui si devono, come sappiamo dai Comentari historici scritti dal fratello Monaldo, i restauri e gli abbellimenti apportati al castello. Nel XVII secolo Giovanni Monaldeschi, scudiero e favorito della regina di Svezia, dopo l'abdicazione della sovrana, l'accompagnò nei suoi viaggi in Europa. Estinta la casata dei Monaldeschi, il castello passò in eredità ai marchesi Bourbon del Monte, insieme a quello di Trevinano, fino al 1881 quando fu acquistato e salvato dalla rovina ad opera del marchese Edoardo Cahen che nel 1882 iniziò i lavori di restauro ma morì prima di terminarli e fu sepolto, per sua volontà nel bosco del castello in un suggestivo mausoleo di stile neogotico. Il figlio Rodolfo continuò l'opera di ristrutturazione intrapresa dal padre. Su progetto dell'architetto senese Giuseppe Partini, ripristinò le forme medievali e acquistò durante i suoi frequenti viaggi nelle metropoli europee tesori artistici quali statue, quadri e arazzi per abbellirne le sale. Morto anche Rodolfo, il castello fu da lui stesso lasciato in eredità ad un suo governatore e da allora fu più volte venduto dai proprietari sino ai nostri giorni. Camminando attraverso i vicoli del paese si scoprono angoli caratteristici, piazzette, muretti e le antiche case costruite con i materiali di vari colori provenienti dalle colate laviche del vulcano, ma, nonostante la suggestiva atmosfera che vi si rspira si avverte, inevitabilmente, una forte attrazione e la frenesia di salire in fretta al castello. C'è una sola cosa capace di contrastare quell'immagine; è la meraviglia dei luoghi e degli immensi panorami che si aprono alla vista fino a perdersi nella lontananza; ad ovest la vetta del Monte Amiata e a nord quella del Cetona. Turismo : Nella piazza principale si erge la pittoresca Chiesa di S.Maria Assunta, in parte ricostruita e, di fronte, il piccolo giardino. Alle porte del paese si trova la Chiesa della Madonna del Santo Amore, dalla semplice facciata e dal caratteristico campanile. Il paese confina con la Riserva Naturale di Monte Rufeno alla quale si accede dalla piazza principale. Oasi Naturale di Sasseto: nelle adiacenze dell'abitato si estende un'area protetta costituita da secolari boschi abitati da molti uccelli: picchio, upupa, averla piccola e molto passeriformi e varie specie di rapaci. Tra i mammiferi : faina, donnola, ghiro, volpe e tante altre specie. Per informazioni, Tel 0763-74008-733988. Per i golosi : si raccomanda una sosta alla gelateria Sarchioni. Info : http://italia.indettaglio.it/ita/lazio/viterbo_acquapendente_torrealfina.html |
"Le vostre donne saranno fatte schiave..." "Evidentemente non conosci le nostre donne... avrei potuto mandare anche loro a combattere!"
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Modificato da - Bi in data 01/04/2008 19:21:21 |
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